Ambulatorio Veterinario Villa Mafalda

Ambulatorio Veterinario Villa Mafalda
Dir. San. Dott.sa Marta Sanga

Sabato 15 Dicembre 2018

Filariosi Cardiopolmonare Felina

Considerazioni generali

Il gatto, sebbene possa essere colpito anch'esso, è più resistente all'infezione, con un'incidenza globale solo del 5-20% rispetto ai cani della stessa area geografica; i dati riferiti alla diffusione vanno dallo 0% a >16%. I gatti infettati in genere albergano un minor numero di vermi adulti rispetto ai cani, perché in questa specie i parassiti maturano più lentamente, meno larve infettive si trasformano nelle forme adulte e gli adulti non vivono a lungo, pur potendo sopravvivere per 2-3 anni. La maggior parte dei gatti infetti presenta meno di 6 vermi adulti, spesso solo 1 o 2; tuttavia, date le ridotte dimensioni corporee, i danni causati da 1 o 2 vermi possono essere molto gravi. Le migrazioni aberranti delle larve di D. immitis a livello di encefalo (ventricoli laterali e cute) sono più comuni nel gatto che nel cane. L'età media dei felini colpiti è compresa fra 3 e 6 anni.

Segni clinici

La maggior parte dei gatti manifesta solo un breve periodo di microfilaremia, che può essere del tutto assente. Gli altri segni clinici sono molto variabili e possono essere transitori e non specifici. Alcuni soggetti non manifestano sintomatologia clinica di infezione. Il quadro clinico di solito è correlato all'arrivo dei parassiti maturi nel polmone e, di nuovo, alla morte dei parassiti adulti. Ben più della metà dei gatti sintomatici mostra segni respiratori, specialmente dispnea e/o tosse parossistica; il quadro può simulare l'asma felina, specialmente nelle fasi precoci dell'infezione. Comune anche il vomito può essere un sintomo di filariosi, che in alcuni gatti è l'unico segno clinico, in genere non correlato all'assunzione di cibo. Tra gli altri sintomi lamentati dal proprietario vi sono letargia, anoressia, sincope, altri segni neurologici e morte improvvisa.

Esami di laboratorio

Nella filariosi cardiopolmonare sintomatica, la radiografia al torace mostra un tipico ingrandimento dell'arteria polmonare e tortuosità con un pattern polmonare e interstiziale.
L'ecocardiografia può identificare i parassiti nelle infestazioni più gravi.
Eosinofilia, basofilia e una leggera anemia non rigenerativa sono spesso riscontrabili attraverso gli esami ematologici.
L'infestazione da Dirofilaria può essere evidenziata con l'identificazione della microfilariemia utilizzando un test di immunoassorbimento a correlazione enzimatica (ELISA).
La sierologia non e né sensibile né specifica.

Trattamento

L'uso degli adulticidi può portare a notevoli complicazioni nei gatti e, poiché i parassiti non vivono mai a lungo in questa specie, la terapia sintomatica è spesso sufficiente nell'attesa della morte degli adulti (circa 2 anni).

Prognosi

La prognosi dei gatti colpiti dipende dalla gravità della malattia. È prevedibile che le forme lievi si risolvano naturalmente entro 1,5 anni e, nel frattempo, rispondano bene alla terapia di sostegno. La prognosi è riservata o sfavorevole nei gatti con significative manifestazioni cardiovascolari o cerebrali.

Prevenzione

Nelle aree endemiche la chemioprofilassi è raccomandata anche per i gatti. Sul mercato sono disponibili prodotti preventivi a base di selamectina, ivermectina e milbemicina ossima.

(Da: Clinica delle malattie infettive del cane e del gatto – I. Ramsey e B. Tennant da: Medicina felina manuale pratico – G.D. Norsworthy, S.K. Fooshe, L.P. Tilley e da: Malattie dell'apparato cardiovascolare del cane e del gatto – W. A. Ware)